17/11/2019 - Autonomia e Politica

LA PIRUBI SERVE PER SVILUPPARE LA ZONA INDUSTRIALE DI ROVERETO. QUELLO CHE NON CONTA E' L'ESITO DEL REFERENDUM INDIETTO DAI TRE COMUNI DEL LENO

La Pirubi serve per sviluppare la zona Industriale di Rovereto. L'esito del referendum indetto dai Comuni delle Valli del Leno non serve perché gli elettori sono troppo pochi.

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e altri 3...

17 nov alle ore 16:55

Raossi di Vallarsa, 17 novembre 2019

Egregio Direttore Mi chiamo Piazza Rudi, Le scrivo da Raossi di Vallarsa in Provincia di Trento, La prego di Voler pubblicare la seguente lettera:
Con i migliori saluti e ringraziamenti.

Egregio Direttore,
metto le mani avanti dicendo che sono un militante leghista dal lontano 1996. Sono nato a Rovereto ma abito in Vallarsa da appena pochi giorni dopo la mia nascita, sento parlare di PI-RU-BI (acronimo di Piccoli, Rumor e Bisaglia i tre parlamentari che ancora negli anni 70 proposero la realizzazione ed il completamento della A31.

Sono favorevole al completamento di quest'arteria fin adalla fine degli anni 70, molto prima che la Lega Nord ed in particolare la Lega Nord Trentino la mettesse sul suo programma elettorale. Questo per un motivo ben preciso; la zona industriale di Rovereto ormai, è un vero e proprio cimitero industriale. Se vogliamo dare una spinta per sollevare l'economia, bisogna creare le infrastrutture. E' sempre stato così da millenni, se vuoi che il commercio (e per Rovereto anche il turismo dato che la città della Quercia è anche una struttura turistica) funzionino, devi avere delle Vie di commercio adeguate, e come è logico che sia col commercio è anche il lavoro...e sfido chiunque a contestarmi a dire che le popolazioni delle Valli del Leno non hanno bisogno di lavoro, e per fare questo gravitano tutti sulla città di Rovereto, o meglio la maggior parte di noi (sono di Vallarsa pure io logicamente). Rovereto ha bisogno di esportare per poter creare lavoro, a meno che, Mi consenta; non si voglia fare per forza il dipendente pubblico, che allora non si ha bisogno di produrre e di esportare, perché la sicurezza di un lavoro la si ha comunque.

Ho assistito alla riunione che si è svolta nei giorni scorsi nel Teatro Comunale di S.Anna, ho apprezzato l'analisi fatta dal dottor Avanzini del Muse di Trento, e condivido quello che ha affermato specialmente per quanto riguarda la sismicità della zona, che è ritenuta di grado medio, e questo lo sapevo già, perché di terremoti con epicentro in Vallarsa sono stato testimone diretto pure io, e so per certo che negli scorsi anni il grado sismico è stato elevato da "basso" a "medio", questo per colpa delle fraglie che si sono proprio sotto il Pasubio, però come è stato sottolineato non ci sarebbero problemi insormontabili, tecnicamente la cosa sarebbe fattibile. D'altronde se andiamo a vedere, a confermare questo c'è l'Eurotunnel della Mnaica da Calais in Franca a Dover in Inghilerra.

Sono anche contento da una parte che si sia voluto dare la parola al popolo, su questo tema, cosi da chiudere una volta per tutte l'argomento, senza tirarcelo dietro per altri cinquant'anni. Quello che non condivido però, è il fatto che il referendum si sia voluto svolgere solo a livello estremamente locale, e non come abbiamo fatto, permettetemi, noi della Lega, con il referendum a livello provinciale, sulle Comunità di Valle, in quanto ritengo che non interesserà a nessuno, purtroppo, se le popolazioni delle Valli del Leno non vogliono quest'opera, perché i votanti se li mettiamo assieme non arrivano nemmeno a coprire una circoscrizione di Rovereto, saremmo troppo pochi per poter influire sulle decisioni prese a Trento, a Venezia, oppure a Roma. Se fosse stato svolto a livello provinciale, allora qualunque risultato esca dalle urne, chi ci governa ne dovrà tener conto. Non è nemmeno impossibile svolgerlo, come detto prima, noi leghisti quando svolgemmo il referendum sulle Comunità di Valle, che poi, andò a finire con un nulla di fatto, ma si fece,, in tre settimane da fine dicembre ai primi di febbraio, sotto la neve e la pioggia, e lo posso scrivere tranquillamente, abbiamo raccolto e doppiato in tutto il Trentino il numero delle firme occorrenti per poter svolgere il referendum. Non penso che sia un problema se si coinvolgono i Consiglieri Provinciali e i Consiglieri Comunali, che possono autenticare le firme ai gazebi.

Il secondo motivo per contestare questo referendum è il metodo nel suo svolgimento: si usera' il sistema della balotazione, cioè verranno consegnat due palline: una bianca che significa il SI e una nera che significa il NO, la pallina prescelta andrà depositata in un ulteriore urna con scritta "PALLINA SCARTATA", figuriamoci la confusione che questo può creare non solo nelle persone anziane ma un po' in tutti gli elettori, quando era sufficiente prendere una risma di fogli di carta per ogni seggio e una penna dove esprimere il proprio voto sul foglio, era molto ma molto più semplice….Proprio per questo motivo, ci sarà anche da considerare il fattore dell'astensionismo, era molto più semplice chiedere un referendum provinciale...
Io comunque ci andrò a votare e con molta convinzione metterò la pallina bianca del SI nell'apposita urna.

RUDI PIAZZA
Raossi di Vallarsa (Trento)
Telefono 368 3914149
0464 869445
rudi.piazza@yahoo.it

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Raossi di Vallarsa, 17 novembre 2019

Egregio Direttore Mi chiamo Piazza Rudi, Le scrivo da Raossi di Vallarsa in Provincia di Trento, La prego di Voler pubblicare la seguente lettera:
Con i migliori saluti e ringraziamenti.

Egregio Direttore,
metto le mani avanti dicendo che sono un militante leghista dal lontano 1996. Sono nato a Rovereto ma abito in Vallarsa da appena pochi giorni dopo la mia nascita, sento parlare di PI-RU-BI (acronimo di Piccoli, Rumor e Bisaglia i tre parlamentari che ancora negli anni 70 proposero la realizzazione ed il completamento della A31.

Sono favorevole al completamento di quest'arteria fin adalla fine degli anni 70, molto prima che la Lega Nord ed in particolare la Lega Nord Trentino la mettesse sul suo programma elettorale. Questo per un motivo ben preciso; la zona industriale di Rovereto ormai, è un vero e proprio cimitero industriale. Se vogliamo dare una spinta per sollevare l'economia, bisogna creare le infrastrutture. E' sempre stato così da millenni, se vuoi che il commercio (e per Rovereto anche il turismo dato che la città della Quercia è anche una struttura turistica) funzionino, devi avere delle Vie di commercio adeguate, e come è logico che sia col commercio è anche il lavoro...e sfido chiunque a contestarmi a dire che le popolazioni delle Valli del Leno non hanno bisogno di lavoro, e per fare questo gravitano tutti sulla città di Rovereto, o meglio la maggior parte di noi (sono di Vallarsa pure io logicamente). Rovereto ha bisogno di esportare per poter creare lavoro, a meno che, Mi consenta; non si voglia fare per forza il dipendente pubblico, che allora non si ha bisogno di produrre e di esportare, perché la sicurezza di un lavoro la si ha comunque.

Ho assistito alla riunione che si è svolta nei giorni scorsi nel Teatro Comunale di S.Anna, ho apprezzato l'analisi fatta dal dottor Avanzini del Muse di Trento, e condivido quello che ha affermato specialmente per quanto riguarda la sismicità della zona, che è ritenuta di grado medio, e questo lo sapevo già, perché di terremoti con epicentro in Vallarsa sono stato testimone diretto pure io, e so per certo che negli scorsi anni il grado sismico è stato elevato da "basso" a "medio", questo per colpa delle fraglie che si sono proprio sotto il Pasubio, però come è stato sottolineato non ci sarebbero problemi insormontabili, tecnicamente la cosa sarebbe fattibile. D'altronde se andiamo a vedere, a confermare questo c'è l'Eurotunnel della Mnaica da Calais in Franca a Dover in Inghilerra.

Sono anche contento da una parte che si sia voluto dare la parola al popolo, su questo tema, cosi da chiudere una volta per tutte l'argomento, senza tirarcelo dietro per altri cinquant'anni. Quello che non condivido però, è il fatto che il referendum si sia voluto svolgere solo a livello estremamente locale, e non come abbiamo fatto, permettetemi, noi della Lega, con il referendum a livello provinciale, sulle Comunità di Valle, in quanto ritengo che non interesserà a nessuno, purtroppo, se le popolazioni delle Valli del Leno non vogliono quest'opera, perché i votanti se li mettiamo assieme non arrivano nemmeno a coprire una circoscrizione di Rovereto, saremmo troppo pochi per poter influire sulle decisioni prese a Trento, a Venezia, oppure a Roma. Se fosse stato svolto a livello provinciale, allora qualunque risultato esca dalle urne, chi ci governa ne dovrà tener conto. Non è nemmeno impossibile svolgerlo, come detto prima, noi leghisti quando svolgemmo il referendum sulle Comunità di Valle, che poi, andò a finire con un nulla di fatto, ma si fece,, in tre settimane da fine dicembre ai primi di febbraio, sotto la neve e la pioggia, e lo posso scrivere tranquillamente, abbiamo raccolto e doppiato in tutto il Trentino il numero delle firme occorrenti per poter svolgere il referendum. Non penso che sia un problema se si coinvolgono i Consiglieri Provinciali e i Consiglieri Comunali, che possono autenticare le firme ai gazebi.

Il secondo motivo per contestare questo referendum è il metodo nel suo svolgimento: si usera' il sistema della balotazione, cioè verranno consegnat due palline: una bianca che significa il SI e una nera che significa il NO, la pallina prescelta andrà depositata in un ulteriore urna con scritta "PALLINA SCARTATA", figuriamoci la confusione che questo può creare non solo nelle persone anziane ma un po' in tutti gli elettori, quando era sufficiente prendere una risma di fogli di carta per ogni seggio e una penna dove esprimere il proprio voto sul foglio, era molto ma molto più semplice….Proprio per questo motivo, ci sarà anche da considerare il fattore dell'astensionismo, era molto più semplice chiedere un referendum provinciale...
Io comunque ci andrò a votare e con molta convinzione metterò la pallina bianca del SI nell'apposita urna.

RUDI PIAZZA
Raossi di Vallarsa (Trento)
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Sono favorevole al completamento di quest'arteria fin dalla fine degli anni 70 molto prima che la Lega Nord ed in particolar modo la Lega Nord Trentino la mettesse nel suo programma elettorale. Questo per un motivo ben preciso: la onza industriale di Rovereto ormai è un vero e proprio cimitero , se vogliamo dare una spinta per sollevare l'economia, bisogna creare le infrastrutture. E' sempre stato così da millenni, se vuoi che il commercio (e per Rovereto anche il turismo dato che la città della Quercia è anche una città turistica) funzionino devi avere delle vie di commercio adeguate, come è logico che sia col commercio c'è anche il lavoro...e sfido chiunque a contestarmi a dire che le popolazioni delle Valli del Leno non hanno bisogno di lavoro, e che gli abitanti gravitano tutti sulla città di Rovereto per lavorare, o meglio la maggior parte di noi (sono di Vallarsa pure io logicamente) Rovereto ha bisogno di esportare per poter creare lavoro, a meno che, consentitemi, non si voglia fare per forza il dipendente pubblico, che allora non si ha bisogno di produrre e di esportare, perché la sicurezza di un lavoro la si ha comunque.
Ho assistito alla riunione che si è svolta nei giorni scorsi al Teatro di S. Anna di Vallarsa, ho apprezzato l'analisi fatta dal dottor Avanzini del Muse di Trento, specialmente a quanto riguarda la sismicità della zona, che è ritenuta di grado medio, e questo lo sapevo già, perché di terremoti con epicentro in Vallarsa sono stato testimone diretto pure io, e so per certo che negli scorsi anni il grado sismico è stato elevato da "basso" a "medio" questo per colpa delle fraglie che ci sono proprio sotto il Pasubio, però come è stato sottolineato non ci sarebbero problemi insoromontabili, tecnicamente la cosa sarebbe fattibile. D'altronde se andiamo a vedere, a confermare questo c'è l'Eurotunnel della Manica da Calais in Francia a Dover in Inghilterra.
Sono anche contento, da una parte che si dia la parola al popolo, su questo tema, quello che non condivido però è il atto che il referendum si sia voluto svolgere solo a livello estremamente locale e non, come abbiamo fatto, permettetemi noi della Lega, con il referendum a livello provinciale, purtroppo, se le popolazioni della Valle del Leno non vogliono quest'opera non interesserà a nessuno, perché i votanti se li mettiamo assieme non arriviamo nemmeno a coprire una circoscrizione di Rovereto, saremmo troppo pochi per poter influire sulle decisioni prese a Trento, a Venezia, oppure a Roma. Se fosse stato svolto a livello provinciale, allora qualunque risultato venga fuori chi ci governa ne dovrà tener conto. Non è nemmeno impossibile svolgerlo come detto prima, noi leghisti quando svolgemmo il Referendum sulle Comunità, in tre settimane, anche nei periodi sotto le feste di Natale e Capodanno, con pioggia e neve, lo posso scrivere tranquillamente, in tre settimane abbiamo raccolto e doppiato il tutto il Trentino il numero delle firme occorrenti per poter svolgere il referendum. Non penso che sia un problema se si coinvolgono anche i Consiglieri Provinciali, e i Consiglieri Comunali che possono autenticare le firme ai gazebi…

Il secondo motivo per contestare questo referendum è il metodo del suo svolgimento: si usera il sistema della balotazione, un sistema antico in uso nelle Valli del Leno fino alla fine del 1800; saranno consegnate due palline, una bianca che significa SI e una nera che significa NO, la pallina prescelta andrà depositata in un'urna ulteriore con scritta "PALLINA SCARTATA" figuriamoci la confusione che questo può creare non solo nelle persone anziane, ma un po' in tutti gli elettori, quando era sufficiente, prendere una risma di foglii di carta per ogni seggio e una penna dove esprimere il proprio voto, era molto ma molto più semplice...Proprio per questo motivo, ci sarà anche da considerare il fattore dell'astensionismo, era molto più semplice chiedere un referendum provinciale.
Io comunque mi recherò a votare e con molta convinzione metterò la pallina bianca del SI nell'apposita urna.

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