La funivia del Bondone, un tassello per la mobilità alternativa a Trento

Un ragionamento sulle opportunità derivanti dalla costruzione della funivia del Bondone

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La funivia del Bondone è un progetto con origini lontane nel tempo. La prima tratta, quella che arriva a Sardagna, fu costruita nel 1925 e ricostruita dopo la seconda guerra mondiale.
Da tanto tempo si discute sulla possibilità/opportunità di prolungarla verso il monte Bondone, la montagna della città. Negli ultimi mesi la discussione si sta facendo sempre più accesa, nonostante la scarsa disponibilità di denaro da parte della pubblica amministrazione. Si parla di un costo di costruzione di circa 30 milioni e di gestione di 1,5 milioni all'anno. Importi questi che, nonostante possano sembrare elevati, potrebbero portare numerosi vantaggi sia alla città che alla sua montagna, costituendo fra queste un rapporto importante ed interessante.
È chiaro innanzitutto che un intervento del genere andrebbe a ridurre le emissioni inquinanti provenienti dai numerosi veicoli che in ogni stagione percorrono i tornanti del Bondone. Ciò sarebbe sicuramente in piena sintonia con le linee guida sul rispetto dell'ambiente e della natura che si stanno portando avanti in provincia.
Offrire ai turisti la possibilità di raggiungere in poco tempo Vason, e quindi le piste da sci, potrebbe far aumentare i pernottamenti in città, con ricadute importanti su tutti gli esercizi commerciali e sui musei. Viceversa, anche per chi scegliesse di soggiornare in quota, le ricadute per la città sarebbero comunque garantite per via della semplicità di arrivare in centro con un mezzo pratico e veloce. Vi sarebbero comunque ricadute per la montagna, in quanto i turisti potrebbero decidere di fermarsi un giorno in più da dedicare ad un'escursione in quota, magari consumando un pasto tipico a Vason o alle Viote o visitando l'orto botanico del Muse.
Il rilancio del Bondone potrebbe essere trainato proprio da quest'opera: sarebbero numerosi i curiosi che si recherebbero in montagna senza macchina per godere del panorama dalla funivia, sia fra i turisti che fra i residenti. Altri esempi sono ormai collaudati, si pensi ad Innsbruck o a Bolzano, e non vi sono certo stati pentimenti per questa decisione.
La costruzione della funivia consentirebbe la creazione di una zona a traffico limitato in quota che, oltre alla ulteriore riduzione del traffico e conseguente aumento degli utilizzatori del servizio, avrebbe un impatto positivo sul turismo di montagna, sia per le escursioni a piedi, che per quelle in mountain bike.
L'importo di costruzione potrebbe essere in parte sostenuto dai privati, attraverso un bando per la gestione per un certo periodo di tempo di punti di ristoro e di affitto attrezzature da montagna e biciclette, ospitati nelle quattro stazioni che la funivia avrebbe.

Sarebbe auspicabile che la pubblica amministrazione non si facesse fermare solo dalla scarsità delle risorse economiche, ma che continuasse uno studio obiettivo sul progetto, pensando alle ricadute che porterebbe alle casse pubbliche ma anche al settore privato, e soprattutto ricordando la vocazione prettamente turistica della nostra provincia.

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chat_bubble Ferdinando Zanvettor - oltre 4 anni fa

Sarebbe senz'altro un opera fantastica, che porterebbe benefici a tutta l'area del Bondone e Viote, che ogni domenica di neve o sole è intasata di macchine. Ma andrebbe considerata un opera di trasporto pubblico alla stregua della Trento-Malè, quindi il bilancio totale di gestione dovrebbe tener conto di molte variabili. La valorizzazione del Bondone è imprescindibile dal suo collegamento con la città e i suoi servizi, un collegamento funiviario è l'unica alternativa ambientalmente ed economicamente accettabile. Trasformare il Bondone in un'area a traffico limitato integrando gli impianti già a disposizione, rendendolo di fatto fruibile dalla città in maniera comoda e veloce a tutti.

chat_bubble Alberto Pedrotti - oltre 4 anni fa

Penso che in linea di principio nessuno possa dire che l'opera è inutile. E' anche vero che i fattori da valutare sono molti e spero che i dubbi vengano chiariti con la pubblicazione del business plan. Rispondendo a qualche commento più in basso....410 persone tutti i 365 giorni, vuol dire circa 150 mila passaggi l'anno: l'attuale funivia trento sardagna, da sola, nel 2015 ne ha fatti 132 mila. E' evidente che che dirottando su fune il traffico su gomma giù attualmente presente (chiusura strada a fasce orarie etc) più l'aumento di presenze raggiungere 500 mila passaggi annui non è per nulla utopistico. Un problema vero da valutare è il prezzo del biglietto: è chiaro che per chi viene dalla città di trento il costo deve essere inferiore a quello del carburante usato. Credo ci debbano essere fasce di prezzo diverse per i residenti a trento, per i residenti sulla montagna e per i turisti che vengono da fuori provincia.

chat_bubble Bruno Dell' Anna - oltre 4 anni fa

Costi di gestione 1,5 milioni vuole dire, con un biglietto da 10 euro, 410 persone tutti i 365 giorni.....
Facendo i conti della serva mi sa di fregatura