19/03/2017 - Economia e Lavoro

Trentino all digital, avanti piano quasi indietro

FIbra ottica, a dispetto della propaganda sovietica-provinciale, il Trentino è in clamoroso ritardo

check_circle 3
mode_comment 1
remove_red_eye 3598

L’articolo-inchiesta di Sostariffe.it sulla copertura della fibra in Italia ha riportato il Trentino dal sogno alla dura realtà: assieme all’Alto Adige è ultimo in Italia! Secondo l'indagine, appena l’1,37% dei comuni è collegato alla fibra.

Che la situazione fosse ben diversa da quella magnificata dalla propaganda sovietica provinciale era ben chiaro, come denunciato da tempo dal Gruppo su FB Trentinoenbanda https://www.facebook.com/groups/trentinoenbanda/.

Trentino Network è corsa ai ripari inviando veline a destra e sinistra ai giornali amici nel goffo tentativo di rappezzare l’immagine, ormai evidentemente farlocca, di un Trentino sempre e comunque all’avanguardia. In un articolo su Agendadigitale.eu, il “cloud manager” (sic) della società pubblica ha sostenuto senza pudore che un trentino su tre sarebbe coperto dalla fibra. E' una affermazione francamente incredibile, per non dire risibile.

Purtroppo per lui, ma soprattutto per noi cittadini, tutte le statistiche serie di soggetti terzi descrivono una situazione per il Trentino abbastanza disastrosa. La copertura della cosiddetta banda larga (Adsl) nella valli è un colabrodo: le trionfali statistiche provinciali che considerano “banda larga” anche una miserevole connessione di appena 2MB, una vergogna nel 2017, sono una presa in giro. Se c'è a malapena l’Adsl, figuriamoci se arriva la fibra!

Il pasticcio della società "Trentino NGN" nel 2011, composta dal duo Pat-Telecom e miseramente naufragata, ci ha fatto perdere 5 anni. E non per un capriccio della UE, come più volte si è tentato maldestramente di far credere, ma per un poco opportuno inciucio tra pubblico e privato, giustamente stoppato sul nascere dalla Commissione Europea che vieta l'aiuto di stato a impresa privata. E siamo all’oggi, dove rischiamo di perdere altri due anni, se va bene, per le beghe tra gestori che concorrono ai vari appalti.

Mentre il Trentino affonda inesorabilmente, Trentino Network continua a sostenere che non può servire direttamente i cittadini e le aziende private, perché ciò gli sarebbe vietato dalla legge Bersani. Questa tesi però è clamorosamente smentita dalla vicina provincia di Bolzano, che sta costruendo una rete pubblica in fibra che collegherà anche le utenze private. E non si tratta di un caso isolato in Italia: altre amministrazioni stanno realizzando nuove reti per i cittadini e nessuno ha nulla da ridire. Solo in Trentino si continua ad obiettare che "non si può". Perché? Siamo i più furbi come al solito? O qualcuno si ostina a tener su le braghe all’ex monopolista Telecom Italia, già abbondantemente foraggiato in passato per ammodernare la sua rete privata coi quattrini pubblici?

Infine, una considerazione generale di semplice buon senso: le nostre strade, quelle fisiche, sono statali, provinciali, comunali, e sono per definizione pubbliche. Non si capisce per quale assurda ragione le strade telematiche, le reti, cioé le infrastrutture fondamentali per lo sviluppo del territorio, debbano essere tutte in mani private!

In Trentino la situazione è ancora più assurda: esiste infatti una rete in fibra ottica realizzata dalla Provincia tramite Trentino Network, quindi di proprietà pubblica, che collega il territorio, operativa e funzionante.

Che però è inaccessibile ai comuni mortali, che pure l’hanno pagata coi loro soldi di contribuenti, perché riservata solo gli enti pubblici! Uno spreco insensato costato una montagna di quattrini e che attualmente è una specie di cattedrale nel deserto.

Lo sviluppo della rete verso i cittadini è ormai fermo da anni, ma Trentino Network invece di preoccuparsi e di trovare delle soluzioni per uscire da questo impasse che affossa l'economia, si balocca con le dirette streaming del vescovo, delle feste di laurea o dei ritiri di calcio, che “fanno immagine” ma che non spostano di una virgola il problema.

Del resto la scarsa lungimiranza della politica trentina in questo settore vitale per l’economia, è dimostrata dall’esiguità degli investimenti: sui 67 milioni totali del prossimo bando per sviluppare la banda ultralarga, il finanziamento provinciale ammonta ad appena 25 milioni (il resto ce li mette il Governo). Cioé gli stessi soldi che si vorrebbero spendere per il tunnel della Valvestino, ovvero la metà di un solo impianto di sci finanziato dalla Provincia.

Alessandro Ghezzer - aghezz@gmail.com
Gruppo FB Trentinoenbanda https://www.facebook.com/groups/trentinoenbanda/

Altri post sotto Economia e Lavoro

A che punto è lo sviluppo del Polo di Meccatronica

da Mara Farina, Trento

Giovani vs. Città per giovani

da Francesco Bonadiman, Zambana

question_answer Commenti (1)

chat_bubble Bruno Bolognani - 3 mesi fa

Ottima analisi, se non per il grave handicap di connessioni degne nel Trentino in tutte le aree bianche che sono larghissima parte del territorio.