10/11/2018 - Territorio e Ambiente

Natale all’alba del maltempo. Non si poteva rinunciare all'Albero in Piazza?

Il recente maltempo ha scoperchiato le nostre montagne. Tuttavia, ai milioni di alberi caduti, si sommano ora gli alberi di Natale che a breve adorneranno la maggior parte delle piazze trentine. Quest'anno, il tradizionale abete era davvero così indispensabile o si poteva trovare un altro modo, più sostenibile, per festeggiare il Natale?

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Stamattina, nell’ attraversare l’incantevole piazza del Duomo a Trento, ho notato che erano già in corso i preparativi per allestire il tradizionale albero di Natale, che ogni anno adorna molte piazze italiane nel periodo delle Feste e che, dall’anno scorso, ha fatto la sua comparsa anche a nella nostra città.
L’atmosfera natalizia sarà sicuramente assicurata e il maestoso abete donerà quel tocco speciale da cartolina alla piazza, che, con un po’di fortuna, sarà presto innevata. Adulti e bambini ammireranno quel grande albero addobbato e illuminato e respireranno l’autentica magia del Natale. Tuttavia, mentre mi dirigevo in università per immergermi nel mio studio quotidiano, non riuscivo a liberarmi di un pensiero. Un pensiero che, a mio avviso, getta un’ombra sull’allegria che a breve cittadini e turisti condivideranno, passeggiando per le vie illuminate a festa del centro storico e per i tradizionali mercatini natalizi.
Non ho potuto evitare di riflettere sul fatto che, forse, quest’anno, la presenza dell’albero di Natale in piazza non è poi così indispensabile. Forse, dopo la strage di alberi abbattuti in Trentino, e nel resto del nord Italia, a causa del recente maltempo, quell’albero sarebbe dovuto rimanere insieme ai suoi compagni sopravvissuti. Mi domando se sia giusto sottrarre ulteriori alberi alle nostre montagne in un momento per loro (e per noi che le viviamo e le amiamo) così triste.
Credo che rinunciare, per questa volta, all’albero di Natale sarebbe stato un gesto simbolico molto importante, e che, se spiegato e motivato, la cittadinanza avrebbe accettato e appoggiato. Se tutti i comuni trentini avessero deciso di salvare un albero, probabilmente, la drammatica situazione non sarebbe cambiata di molto. Tuttavia, sarebbe passato un messaggio di solidarietà, non solo verso i nostri boschi, ma anche verso le comunità maggiormente colpite dalla furia della natura. Natura che ultimamente sempre più spesso ci ammonisce della sua potenza, e che faremmo meglio ad ascoltare con più attenzione.
Questa è solo una mia riflessione, ma spero che possa spingere anche altre persone a pensare. Mi auguro che, la prossima volta che ci troveremo in una situazione simile (sperando che ciò non accada per molto tempo), invece di allestire le piazze con alberi di Natale, ci venga in mente un altro modo per festeggiare l’arrivo dell’inverno. Magari incoraggiando la popolazione ad adottare un albero e a contribuire così al rimboscamento delle zone devastate.

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